Piastrinopenia

Domanda:

Sono un sub di 35 anni, istruttore con + di 1000 immersioni.
Circa un mese fa, a seguito di una donazione di sangue (sono donatore abituale) mi è stata riscontrata una piastrinopenia (17.000). Attualmente non è stata ancora capita la causa. Ovviamente non mi sto immergendo. Vorrei sapere se vi sono controindicazioni all'immersione qualora dovessi fare una cura con cortisone e se vi è un valore minimo di piastrine per poter riprendere l’attività.

Risposta:

La piastrinopenia non rappresenta, di per sé, controindicazione specifica all'attività subacquea. Il rischio potenziale è dello stesso tipo incontrato durante qualsiasi altra attività che esponga a rischio di emorragia traumatica (questo potrebbe includere anche una maggior facilità di sanguinamento in caso di barotraumi dell'orecchio, dei seni paranasali, della maschera).
Un'eventuale terapia cortisonica non dovrebbe comportare serie interazioni negative con l'immersione, il punto resta l'individuazione della causa della piastrinopenia.
Dal punto di vista del numero minimo di piastrine, si può considerare che una situazione che non induca lo specialista ematologo a porre dei limiti alle normali attività, incluse quelle sportive amatoriali, sia anche compatibile con l'attività subacquea.
Una considerazione particolare merita solo il fatto dell'attività di istruttore, che comporta una responsabilità verso terzi; in simili circostanze un anche piccola emergenza personale può generare la perdita di controllo degli allievi di cui l'istruttore è responsabile, con rischi potenziali anche seri.