Trombosi

Domanda:

Ho 36 anni e sono stato vittima di una Trombosi Venosa Profonda. Dopo un congruo ricovero in ospedale di 14 gg, sto continuando la convalescenza a casa. Approfittando di questo periodo di riposo forzato, mi sto documentando su tale argomento e non ho potuto dimenticarmi anche della Vostra professionalità.

Sono stato spinto particolarmente nella ricerca, in quanto apparentemente non vi è particolare causa al fatto che si verificasse una TVP. A prima vista l'unico fattore di rischio è il mio sovrappeso: 104 Kg per 1,75 di altezza. Sovrappeso che comunque non può considerarsi eccessivo essendo anche di ossatura media e comunque sentendo anche il parere di un dietologo il mio biotipo potrebbe essere di 85/90 kg.

Non fumo, non bevo, non soffro di diabete né di colesterolo, non ho assunto in precedenza particolari farmaci, svolgo un lavoro principalmente seduto ma con possibilità di movimento, non ho subito traumi, non ho precedenti di familiarità per TVP. Non faccio però una particolare attività fisica costante, a parte delle passeggiate con il mio cane. Passeggiate che questa estate erano quotidiane per circa un'ora e mezza. In pratica il motivo della TVP pare sia tutto da scoprire.

Attualmente sono in cura con Coumadin. Durante il ricovero sono stato trattato oltre a tale farmaco anche con punture sottocute di calciparina fino al raggiungimento del range prefissato, e per alcuni giorni con antibiotico e antinfiammatorio.

Facendo tutte le mie varie considerazioni e deduzioni, ho un dubbio: in estate ho la passione di immergermi, o meglio il tempo materiale mi porta ad immergermi durante le ferie estive e pertanto concentro circa 20 immersioni annue nel giro di 3 settimane. Le mie immersioni sono sempre in curva, ad una profondità max di 45m, monitorate dal computer. (le prime tre della stagione sono sui 20/25m e poi progressivamente a quote più impegnative).

Ora quello che mi chiedo dopo questa lunga premessa è:

  1. L'immersione può provocare o contribuire alla formazione di trombi?
  2. Dopo la mia convalescenza, terapia (si parla di almeno 6 mesi), controlli, ecc. posso riprendere ad immergermi o ci sono delle controindicazioni o limitazioni, oppure delle precauzioni da adottare?
Ringrazio fin da ora per ogni pur semplice informazione e/o consiglio. Sono a disposizione per ulteriori indicazioni più approfondite e soprattutto saluto cordialmente.

Risposta:

Riguardo all'origine della TVP, ultimamente si è parlato molto della cosiddetta sindrome della classe economica, che consiste in episodi di TVP a seguito di viaggi aerei prolungati. Nessun viaggio del genere nel periodo antecedente l'esordio della trombosi? 
Passando ai quesiti specifici:

  1. anche se è nota l'azione di facilitazione dell'aggregazione delle piastrine provocata dalle bolle gassose, il meccanismo della TVP è diverso ed un simile episodio sarebbe possibile, ma decisamente raro, solo come grave complicazione di un altrettanto gtave incidente decompressivo, con paralisi e prolungata immobilizzazione
  2. una volta raggiunta la guarigione clinica ed in assenza di complicazioni o disturbi funzionali, non vi sono motivi per non riprendere l'immersione, senza particolari o speciali precauzioni

Domanda:

Vi ringrazio ancora una volta per la cordialità, professionalità, celerità e dico questo sinceramente perché è la semplice verità. La risposta ricevuta mi rinfranca in quanto anche se so che si tratta di avere molta pazienza, so che salvo (speriamo di no) future complicazioni potrò ritornare alla mia vita normale e dal punto di vista sportivo potrò riprendere con le immersioni.

Riguardo al mio caso, non credo si possa parlare di sindrome della classe economica, in quanto ultimamente le ferie le trascorro all'Isola d'Elba, sono circa 4 ore di automobile e una sosta di una decina di minuti ci scappa sempre. Altri viaggi in aereo e/o auto non ne ho fatti ultimamente.

Ho un'ultima domanda: teoricamente per l'estate prossima non credo di dover seguire ancora la terapia di Coumadin, ma nell'eventualità che lo assumessi ancora o lo dovessi riprendere in futuro, questo può interagire con le immersioni, o ci sono delle controindicazioni che vanno al di là di quelle valide nella terra ferma?

 


Risposta:
Se dovesse continuare ad assumere il Coumadin, questo significherebbe una situazione di eccessiva coagulabilità del sangue da tenere ancora sotto controllo farmacologicamente. Questo potrebbe rappresentare, in teoria, una controindicazione all'immersione, che, notoriamente, ha effetti disidratanti e di "ispessimento" ematico.
Tutto ciò sarebbe maggiormente importante in caso di grande produzione di bolle gassose durante la risalita: quindi, nel caso la terapia debba essere continuata, ma solo in assenza di sintomi clinicamente e funzionalmente rilevanti, immersioni prudenti e poco impegnative, non oltre i 25 metri di profondità e non oltre il 50% del tempo ammesso di non decompressione, non dovrebbero generare problemi.

 

Domanda:

Una signora di 42 anni di conformazione esile, vuole fare un corso ma dichiara che otto anni fa ha avuto una trombosi alla milza e da allora fino a giugno 1997 ha preso degli anticoagulanti. A oggi, la sera, prende una aspirina per bambini. Dichiara che ha una pressione minima alta sui 110 e una max di 130/140. Ha un'ottima acquaticità ed è il suo sogno andare sotto il pelo dell'acqua.

 


Risposta:

La signora in questione presenta diversi problemi che, come descritti, rappresentano controindicazione all'immersione. E' necessaria una accurata visita medico-subacquea di idoneità specifica.

 

Domanda:

In seguito a distorsione ginocchio destro in data 18 gennaio e successiva comparsa di flebite all'arto interessato in data 16 febbraio venivo ricoverato per trombosi prossimale interessante la poplitea e femorale superficiale, oltre ad evento embolico polmonare. Sono stato trattato con eparina in infusione continua. Dimesso il 6 marzo.

SITUAZIONE ATTUALE:

Embolo totalmente riassorbito
Situazione arto: trombo parzialmente ricanalizzato
Utilizzo costante della calza elastica.

Prosecuzione della scoagulazione tramite pastiglie (farmaco utilizzato: SINTROM) attuale tempo di quik attestato tra 2 e 2.5, terapia che dovrebbe continuare sino a fine anno.
Con i dati sopra indicati od eventuali chiarimenti, sapete dirmi se allo stato attuale potrei riprendere le immersioni o comunque devo aspettare il termine della cura?

 

Risposta:

Vista l'evoluzione positiva della situazione, non sembrano esserci controindicazioni per la futura ripresa dell'attività subacquea, specialmente considerando che la trombosi è stata una conseguenza di un trauma e non di una coagulopatia primaria.
Suggerirei comunque di attendere fino al completamento della cura per una ripresa totale e senza significative restrizioni. Se, nel frattempo, desidera immergersi, suggerirei di farlo in modo conservativo, a bassa profondità e per tempi brevi (per esempio non più di 15 metri per 20 minuti, rispettando una velocità di risalita mai superiore ai 9 metri al minuto), in modo da ridurre al massimo ogni possibilità di formazione di bolle venose.

Utile sarebbe un completo accertamento di funzione polmonare, dopo l'episodio embolico, che includa, oltre alla valutazione spirometrica normale, anche indagini più approfondite, come la diffusione del CO e la valutazione di eventuali shunts.