Epilessia

Esistono delle controindicazioni o limitazioni che possono interferire con la pratica della attività subacquea ricreativa per soggetti che soffrono di attacchi epilettici? Esistono altresì accertamenti clinici specifici che possono contribuire a valutare meglio tale compatibilità?

Risposta:
L'epilessia è considerata una controindicazione assoluta all'immersione, in tutte le sue forme. Solo se, dopo la sospensione di ogni terapia farmacologica, l'individuo resta libero da attacchi epilettici ( sia convulsivi che di assenza) per un periodo di 5 anni (ma alcuni suggeriscono 10), l'immersione può essere considerata, dopo un’approfondita visita di idoneità. Sono meno preoccupanti le forme epilettiche infantili da ipertermia e quelle immediatamente successive a traumi cranici, ma vale sempre il concetto del periodo minimo di attesa, senza attacchi e senza farmaci, indicato sopra.
Più specificamente, dal punto di vista dell'accettazione di un allievo di un corso sub, che presenti una storia di epilessia, si deve considerare quanto segue:
A) Vista la letteratura medica corrente e considerando le possibili responsabilità, portare una persona notoriamente epilettica sott'acqua può esporre a seri rischi legali, in caso qualsiasi cosa andasse male, indipendentemente dalle precauzioni prese.
B) Nel caso la prova di immersione venisse fatta dietro richiesta specifica e con consenso informato sui rischi possibili da parte dell'interessato, con un appropriato supporto medico e con una certificazione medica di appoggio, l'uso di una maschera gran facciale potrebbe essere un accorgimento possibile, particolarmente per i casi di piccolo male ( momentanee assenze).
Nei casi di grande male, con convulsioni, il problema non è limitato alla perdita di coscienza e controllo ed al conseguente rischio di annegamento e/o risalita incontrollata, ma è complicato dal fatto che, durante le convulsioni, si hanno periodi di apnea che possono portare a maggior rischio di episodi di barotrauma polmonare in caso di risalita incontrollata, che dovrebbe essere impedita ed arrestata immediatamente, per essere ripresa solo alla fine della fase tonico-clonica dell'attacco.
In entrambi i casi, ma soprattutto in quello di assenza, uno stretto controllo visivo del volto e dell'espressione del soggetto sarebbe essenziale, insieme con un frequentissimo richiamo di attenzione con richiesta di segnale di OK, allo scopo di identificare immediatamente ogni eventuale momento di assenza.
Necessario, inoltre, garantire un team di assistenza sufficiente a garantire l'arresto immediato di un'eventuale risalita incontrollata in qualsiasi momento (un istruttore e almeno un assistente, posizionato in alto, a mo' di "paracadute")