Fratture

Frattura alla testa del perone

Domanda:
Vorrei un vostro autorevole parere sul periodo di cautela da osservare prima di poter nuovamente immergermi, dopo aver riportato una frattura della testa del perone della gamba dx (senza distacco) e la frattura di tibia e perone della gamba sx (con applicazione di placca sulla tibia).
Periodo di gesso: 4 settimane gamba dx e 6 settimane per la sinistra; prognosi complessiva 90 gg.. e sulle profondità da rispettare inizialmente.

Risposta:
Vista la natura delle fratture riteniamo sia consigliabile un periodo di attesa non inferiore a quattro - sei mesi, a seconda del grado di ossificazione delle fratture. In altre parole, quando l'ortopedico dirà che le fratture sono normalmente ossificate e possono sopportare ogni carico e stimolo.
Frattura vertebra

Domanda:
Abbiamo un cliente che ha avuto (non recentemente) una rottura della terza vertebra lombare per una caduta da cavallo. Ora, anche se perfettamente guarito, ha ancora due placche al titanio fra la seconda e la terza vertebra che non verranno rimosse per il semplice motivo che sarebbe troppo lunga e dolororosa l'operazione. Questo signore vorrebbe fare un corso subacqueo, chiediamo quindi se ci sono delle controindicazioni.

Risposta:
In assenza di disturbi ed alterazioni funzionali, la presenza di osteosintesi metalliche (placche al titanio) non controindica l'immersione. Fare solo attenzione agli sforzi della colonna vertebrale, in particolare quelli di sollevamento di pesi da terra, come in tutti i casi di pregresse o presenti patologie del rachide.

Domanda:
Ho avuto un'incidente stradale ed ho riportato 2 fratture scomposte alla 3° e 5° vertebra della colonna sacrale. Sono passati 3 mesi e mezzo, dalle radiografie si vede che la frattura si è ricalcificata anche se manca ancora qualche "angolino"(scusa l'ignoranza) io ho ancora dei forti dolori causati, come dice il medico, dalle terminazioni nervose numerose nella zone che vengono costantemente sollecitate. A questo punto, terminazioni nervose a parte posso farmi una bella immersioncina tranquilla tranquilla? I miei amici medici molto informati e subacquei come me mi dicono di non preoccuparmi, non dovrei aver problemi.

Risposta:
Una frattura di ossa così importanti richiede un tempo notevole per la completa ossificazione e per la successiva riabilitazione. Infatti lei mi dice di "qualche angolino" ancora in via di calcificazione e dei dolori, verosimilmente facilitati da un'ancora incompleta stabilizzazione meccanica delle parti lese, con la conseguente sollecitazione delle terminazioni nervose locali.
Fratture di questa portata richiedono normalmente periodi di attesa non inferiori a 6 mesi, prima di poter riprendere le immersioni in tutta sicurezza. Il motivo sta nelle alterazioni dell'assorbimento e rilascio di gas inerte da parte di zone in via di rimaneggiamento e ri-ossificazione, che possono generare situazioni di patologie decompressive locali anche per esposizioni considerate "normali", inoltre devono essere considerate le possibili sollecitazioni meccaniche provocate dalla vestizione, trasporto e svestizione dell'attrezzatura, inlcuso lo stimolo meccanico locale di un'eventuale zavorra in cintura (sconsigliabile in queste circostanze).
Ulteriore fattore limitante è il fatto che dolori o disturbi del genere da lei accusato, che insorgano dopo un'immersione, farebbero senz'altro attivare procedure terapeutiche adatte per una possibile Patologia Decompressiva, anche se tale Patologia non sussistesse e si trattasse solo di disturbi meccanici locali.
Le suggerirei di aspettare almeno i sei mesi e di procedere con le cure di riabilitazione, controllando l'ossificazione locale ed accertandosi che sia completa, anche negli "angolini".
Nel frattempo nulla vieta che lei possa nuotare, fare snorkeling, apnea, pinneggiare e rendersi conto se il movimenti tipici del nuoto pinnato e le posture che si assumono in immersione, normalmente con una certa estensione (flessione all'indietro) della colonna vertebrale e del collo, non le generino o le acuiscano i disturbi ed i dolori. Se tutto va bene, magari potrà anche pensare a qualche immersioncina leggera leggera (direi entro i 10 metri ) con attrezzature che non prevedano zavorra in cintura e, possibilmente, nemmeno la bombola sulla schiena ( per esempio tipo narghilè). Se vuole usare la bombola, si assicuri, comunque, di vestirla e svestirla in acqua.
Frattura dell'osso cuboide del piede

Domanda:
Il giorno 27/04/2001 mi sono provocato, cadendo, una frattura dell'osso cuboide del piede sx.
Mi sono recato al Pronto Soccorso dell'Ospedale C.T.O. di Torino dove, eseguite le radiografie del caso e fatta una ingessatura del piede sx sino al ginocchio, mi hanno dimesso dicendomi che la frattura era composta, molto piccola e che dovevo tenere il gesso sino al 16/05/01.
La terapia farmacologica prescrittami prevede una iniezione al giorno di CLEXANE da 4000 UI sino al giorno della rimozione dell'ingessatura.
Volevo sapere quanti giorni devono passare prima che io possa riprendere regolarmente la mia attività subacquea.
Dal giorno 20/05/01 al giorno 26/05/01 dovrei recarmi presso un diving di Palinuro per una settimana di vacanze e mare, posso effettuare qualche immersione ? Vi sono controindicazioni e se si, quali ?

Risposta:
La frattura di cui riferisce, pur essendo piccola e composta, necessita, comunque, di un certo periodo per la completa ossificazione; inoltre l'ingessatura relativamente prolungata comporterà il bisogno di una, sia pur minima, riabilitazione funzionale.
Un periodo di soli 4 giorni fra la rimozione del gesso e le previste immersioni mi sembra, francamente, troppo breve.
Ci sono due tipi di rischio da considerare:
il primo è relativo all'ossificazione completa della rima di frattura, che deve essere raggiunta prima di riprendere le immersioni e che può essere evidenziata radiograficamente. Durante il periodo di rimaneggiamento osseo che segue una frattura, il circolo locale è alterato e questo può influenzare i processi di saturazione e desaturazione locale di gas inerte, con aumentato rischio di patologie decompressive locali.
Il secondo rischio è di tipo meccanico, considerando specialmente le sollecitazoni sul piede e sulla caviglia provocate dalla pinneggiata. Sarebbe opportuno attendere fino al momento in cui ogni disturbo funzionale sia scomparso e tutti i movimenti del piede, anche in condizioni di sforzo, avvengano senza dolore o fastidio.
Normalmente, l'intervallo suggerito dopo una frattura ossea va da 3 a 6 mesi, secondo le dimensioni dell'osso interessato.
Frattura dell'arto superiore

Domanda:
Mi sono procurato una frattura scomposta arto superiore sinistro, più precisamente EPIFISI DISTALE DELL'OMERO, curata in seguito a due interventi chirurgici con mezzi di sintesi metallica. Vorrei sapere, (dopo che avro' tolto il gesso e avrò fatto la riabilitazione e quindi riacquistato la mobilità) se c'è un tempo minimo che deve trascorrere comunque prima di tornare a fare le immersioni senza incappare in ulteriori problemi, magari legati a MDD o altro.

Risposta:
Dal punto di vista subacqueo è importante che sia completato il processo di ossificazione della zona fratturata, oltre che, naturalmente e come bene dice Lei stesso, attendere fino alla completa guarigione clinica e la ripresa della normale funzione dell'arto, senza disturbi o deficit funzionali.
L'ossificazione completa può essere acquisita anche in presenza dei mezzi di sintesi metallica, che non rappresentato, in sé, una controindicazione alle future immersioni.
Il motivo di questa raccomandazione è che, in presenza di processi di rimaneggiamento osseo, la circolazione locale e l'assorbimento / desaturazione di gas inerte possono essere alterati, con rischio di patologie decompressive inattese a livello locale.
In termini di tempo, in genere, si tratta di almeno 3 mesi, anche se, a volte, il periodo può essere più lungo. Il suo ortopedico la potrà consigliare a riguardo.
Frattura costale

Domanda:

Il giorno 27/06/01 causa caduta ho avuto la frattura composta della costola VIII sx. A detta del medico la guarigione dovrebbe essere regolare ma, avendo già prenotato una settimana di immersioni per il primo periodo di agosto, vorrei un suo autorevole commento, ben conoscendo quello che sono i "normali" impedimenti alla esposizione iperbarica a seguito di fratture.
L'entità lieve del danno, il periodo che trascorrerà fino all'inizio della vacanza, sono da considerarsi attenuanti generiche?

Risposta:

 

Se la frattura è composta, il periodo di circa un mese dovrebbe essere sufficiente a garantire una buona guarigione clinica, senza postumi e problemi specifici relativi all'immersione.

 

Un buon metro sarà l'assenza di disturbi, dolori a seguito di sforzi o alla pressione digitale sul punto della frattura. Sarebbe anche utile un controllo radiografico per definire il livello di ossificazione della rima di frattura.

 

Se tutto andrà bene, come è probabile, suggerirei comunque di riprendere l'attività con immersioni leggere, sia dal punto di vista degli sforzi fisici che dell'esposizione all'assorbimento do gas inerte, per evitare ogni possibilità di assorbimento locali anomali, dovuti ai processi infiammatori che accompagnano la guarigione di una frattura.

 

In termini pratici, suggerirai di non superare i 25 metri per tempi di esposizione non superiori ai 25 minuti, rispettando la classica sosta di sicurezza di 5 minuti a 4-5 metri.