Endometriosi

Da quando ho iniziato l'attività subacquea mi è stata diagnostica un' endometriosi (per maggiori informazioni ho allegato il file dell'associazione italiana endometriosi). Sono stata operata due volte: per aderenze e cisti all'ovaio e successivamente ho fatto delle terapie ormonali (decaptil 3.75) per sospendere il ciclo mestruale.

Il ginecologo non mi ha sconsigliato di interrompere l'attività subacquea. Io personalmente, a parte i giorni in cui non sto bene, dopo le immersioni sento beneficio (soprattutto minore dolore il ciclo mestruale successivo). Ho fatto le ultime immersioni in aprile dopo di che ho provato una fecondazione artificiale, con esito purtroppo negativo. Poiché si stanno riacutizzando i sintomi, vorrei, prima di riprendere l'attività subacquea, avere ulteriori informazioni in merito.

DALL'ASSOCIAZIONE ITALIANA ENDOMETRIOSI
L'endometriosi è una malattia misteriosa che colpisce le donne in età riproduttiva. Il nome deriva dalla parola "endometrio", cioè il tessuto che riveste la superficie interna dell'utero e che cresce e successivamente si sfalda ogni mese durante il ciclo mestruale. Nell'endometriosi, tessuto simile all'endometrio si localizza al di fuori dell'utero, in altre aree del corpo. In tali sedi il tessuto endometriale si sviluppa in "noduli", "tumori", "lesioni", "impianti", o "escrescenze". Tali formazioni possono essere causa di dolore, sterilità e altri problemi.
Tali formazioni si localizzano più frequentemente nell'addome interessando le ovaie, le tube di Falloppio, i legamenti dell'utero, l'area tra la vagina e il retto, la superficie esterna dell'utero e il tessuto di rivestimento della cavità peritoneale. Talvolta queste lesioni si trovano anche nelle cicatrici addominali post-chirurgiche, sull'intestino o nel retto, sulla vescica, vagina, cervice e sulla vulva (genitali esterni). Lesioni endometriosiche sono state trovate anche all'esterno dell'addome, nel polmone, sul braccio, nella coscia e in altre zone, ma si tratta di casi rari.
Le formazioni endometriosiche non sono in genere maligne o cancerose: si tratta di un tessuto normale situato in una sede anomala. (Tuttavia, in questi ultimi decenni c'è stato un aumento nella frequenza con cui lesioni maligne si sono sviluppate o sono state osservate in concomitanza con endometriosi). Come il rivestimento dell'utero, le lesioni endometriosiche sono di solito sensibili agli ormoni del ciclo mestruale. Ogni mese si sviluppano, si sfaldano e sono causa di sanguinamento.
Però, diversamente dalla superficie interna dell'utero, il tessuto endometriale al di fuori di esso non ha modo di fuoriuscire all'esterno del corpo. Il risultato è un sanguinamento interno, con degenerazione del sangue e del tessuto sfaldato dalle lesioni, infiammazione delle aree circostanti, e formazione di tessuto cicatriziale. Altre complicazioni, dipendenti dalla localizzazione delle lesioni, possono essere la rottura di tali lesioni (che può essere causa di diffusione ad altre aree), la formazione di aderenze, il sanguinamento o l'ostruzione intestinale (se le lesioni si localizzano nell'intestino o nelle sue vicinanze), disturbi vescicali (se le lesioni sono a livello vescicale), e altri problemi. I sintomi sembrano intensificarsi nel tempo, sebbene in alcuni casi si abbiano cicli di remissione e di ricorrenza.

Risposta:

 

L'evoluzione periodica della alterazione la pone, sotto il profilo generale, alla stessa stregua del ciclo mestruale; quindi, in assenza di disturbi o malessere particolari durante il periodo del ciclo, non vi sono note e dimostrate interazioni di rilievo con l'immersione.

 

Nel caso specifico, la situazione può dipendere dalla localizzazione delle lesioni endometriosiche e dalla loro evoluzione (emorragia, organizzazione infiammatoria - cicatriziale, etc), dal fatto che queste situazioni possano dare disturbi clinicamente rilevanti e, sia pure in linea teorica, dal fatto che eventuali reazioni infiammatorie a carico dei tessuti in cui si sviluppano le lesioni, possano rappresentare delle zone di minor resistenza per lo sviluppo di Patologia Da Decompressione. Quest'ultima considerazione, però, non è scientificamente provata ed è da ritenersi solo teorica.

 

In sintesi, ove i disturbi e le crescite endometriosiche siano mantenuti sotto controllo, non sono note interazioni negative dirette fra immersione ed endometriosi. Al proposito concordo con il Collega specialista di Sua fiducia.