Barotraumi ORL

Domanda:
Sono rientrato da circa due settimane da una breve vacanza dove ho effettuato delle immersioni. Durante l'ultima immersione effettuata, ho avuto alcuni problemi di compensazione, e al termine della stessa, risalendo verso la superficie dall'orecchio destro ho iniziato a percepire un fischio intenso e ad avvertire i suoni ovattati. Non ho però avvertito alcun dolore o fitta che mi facesse presagire problemi.

Questa sensazione di orecchio pieno e suoni ovattati ed il fischio continuo, persistono tutt'ora. Dopo aver consultato il mio medico, che mi ha prescritto inizialmente del flumucil e aulin, ho consultato uno medico otorino, che non ha rilevato danni al timpano e mi ha diagnosticato un principio di otite. Oltre alle prescrizioni del mio medico ha aggiunto un antibiotico e argotone, sostituendo il flumicil con mucosolvan.. Ho seguito le indicazioni fornite, ma tutt'ora i problemi all'orecchio persistono praticamente immutati. Ho difficoltà a percepire i suoni più' acuti e sono infastidito dai suoni molto forti o intensi. Il fischio persiste ancora, anche se in alcune circostanze mi pare affievolirsi ma solo per brevi periodi.
Riconsultero' lo specialista, ma vi sarei veramente grato se poteste darmi un consiglio od un parere, alla luce della vostra piu' specifica conoscenza ed esperienza dei problemi legati alla subacquea

Risposta:
Quanto descritto è compatibile con una sofferenza barotraumatica dell'orecchio interno, sia per disturbi all'apparato cocleare (ipoacusia e tinnito barotraumatico?) che per problemi a carico della finestra rotonda e della perilinfa (possibile fistola perilinfatica?).
Entrambe le situazioni generano quadri sintomatologici simili ed analoghi a quanto Lei riferisce.
E' stata fatta una audiometria?
Le terapie fatte sono buone per un barotrauma non complicato, a carico del solo orecchio medio, ma il coinvolgimento dell'orecchio interno richiede un approccio più aggressivo e specialistico.
Si rivolga nuovamente al Suo Otorino di fiducia, eventualmente mostrando questo scritto.

Domanda:
Sono un novello subacqueo, ho 26 anni, con brevetto ARA. Purtroppo Domenica 14 Marzo ho avuto un piccolo (almeno spero) incidente. Dopo un immersione condotta a -28 metri (quota massima) per 36 minuti, la quota massima l'ho raggiunta all'inizio e poi sono rimasto a quote inferiori -15 per la maggior parte del tempo fino alla risalita con 5 minuti a 5 metri. Dopo la risalita sono sceso ancora nel giro di 2 minuti e sono andato a - 5 metri quasi fino a riva.
L'immersione si è conclusa alle ore 10 am circa. Il giorno dopo ho riscontrato un forte dolore all'orecchio destro, quindi mi sono recato al DEA spiegando la situazione e dopo avermi fatto un antidolorifico e dato un po' di gocce a base cortisonica Localyn OTO, mi hanno rinviato a visita ORL il giorno dopo e quindi l'Otorino mi ha consigliato un ricovero. Sono stato ricoverato per 5 gg e sottoposto ad una cura di antibiotici e cortisone. L'esame audiometrico è ok. A casa ho continuato la cura con Oroxin (antibiotico) e Urbason (cortisone). Ad oggi però il suono che percepisco dall'orecchio dx risulta ancora un po' ovattato.
Le domande sono queste sono stato curato nel modo migliore ? che vantaggi avrei avuto rivolgendomi al DAN ? è normale che io a distanza di quasi 2 settimane senta ancora ovattato ? secondo Voi devo fare
ancora qualcosa ? mi conviene abbandonare l'attività subacquea ?
Cmq da questo piccolo incidente ho compreso come sia importante che degli incidenti subacquei si occupino dottori abituati a trattare questi incidenti, per questo vorrei iscrivermi al DAN.

Risposta:
Lei ha, molto verosimilmente, sofferto di un barotrauma auricolare, probabilmente causato da una insufficiente compensazione, o da una compensazione forzata da un lato, cui Lei non ha probabilmente dato importanza durante l'immersione. Si ricorda di qualche difficoltà o lentezza nella compensazione? Era raffreddato?
Anche se l'immersione è stata relativamente profonda e prolungata, la possibilità che si tratti di una forma di Patologia Da Decompressione a carico dell'orecchio non è molto realistica, considerando il quadro sintomatologico e l'intervallo di insorgenza.
Invece, è piuttosto tipica del barotrauma del timpano, l'insorgenza differita dei sintomi dolorosi.
La cura che Le hanno dato è una cura standard e, almeno sulla base di quanto ci dice, sembrerebbe adeguata. Tenga però presente che non è possibile dare giudizi adeguati in merito senza almeno una relazione del medico che La ha visitata, dove sia descritto il quadro clinico riscontrato.
Visto che l'audiogramma sembra normale, l'ovattamento può essere semplicemente legato alla non ancora completa guarigione. Sarebbe però consigliabile controllare ancora l'audiometria, in quanto è noto che il barotrauma auricolare può, in alcuni casi, compromettere la funzione uditiva.
Quando il DAN viene chiamato in casi simili, la nostra attività si dirige, in modo particolare, ad indirizzare l'azione dei medici curanti verso quelle probabilità diagnostiche e terapeutiche che sono specifiche della medicina subacquea e che sono, spesso, non note ai colleghi che non si occupano del settore. Quando è necessario - in realtà assai spesso - facciamo in modo che i nostri iscritti vengano visti da uno degli specialisti in medicina subacquea che fanno parte della nostra rete.
Auguri di pronta guarigione e di una rapida ripresa delle immersioni, ma non prima di un buon controllo otorino presso uno specialista che abbia familiarità con i problemi dell'immersione.
 

Barotrauma Auricolare in Non Vedente.

Domanda:
Data l'importanza che l'udito ha per me, come da lei sottolineato, mi permetto di farle un preciso resoconto degli avvenimenti, con l'intento di non lasciare ombre o imprecisioni.
Se lo riterrà opportuno, ci terrei moltissimo ad un suo giudizio e, specialmente, un suo consiglio sia terapeutico che sul mio eventuale futuro di subacqueo.
Elenco eventi:

* Febbraio 1997
Visita di idoneita' con esame visivo dell'orecchio e impedenziometria timpanica, tutto ok.
* Marzo-Aprile 1997
Attivita' in piscina, varie immersioni in acqua libera, tutto ok.
* Maggio 1997
Durante un'immersione in mare: ho un problema di compensazione. Sono a circa 20m, l'oreccho sinistro mi fa un po’ male. Non riesco a compensare. Segnalo a Bruno, risaliamo qualche metro, ora compenso bene, riscendiamo, tutto ok. Andiamo a 25-26m tutto ok. Durante la tappa cautelativa a 5m mi sembra di avvertire qualche lieve vertigine alternobarica.
* Giugno-Dicembre 1997
La compensazione non mi crea problemi. Mi sembra di avvertire, talvolta, qualche lieve vertigine alternobarica in risalita, ma sempre molto lieve, breve e non fastidiosa. Saranno veramente alternobariche? Non sarà l'acqua che mi muove?
* Gennaio 1998
Sono raffreddato, STUPIDAMENTE decido di effettuare ugualmente un'immersione. La massima profondità prevista e' di 4-5m. Non ho difficoltà a compensare, ma uscendo dall'acqua ho delle vertigini, o più semplicemente dei giramenti di testa, che mi permangono, a fasi alterne, per diverse ore. Non sono molto forti, ma disturbano. Inoltre mi sembra di non sentire bene dal solito orecchio sinistro. Prendo un appuntamento con l'otorino del centro iperbarico.
Tre o quattro giorni dopo l'immersione, mi reco alla visita. Nel frattempo le vertigini (o chi per loro) sono scomparse, l'udito mi sembra tornato a posto. Forse c’è un leggero sibilo?
L'otorino non rileva nulla di importante ad un esame visivo. L'impedensometria e' ok, l'esame audiometrico rileva una lieve diminuzione (a 8000 siamo a 20) all'orecchio sinistro. Il destro e' perfetto ed, essendo il primo esame audiometrico effettuato ed avendo io 35 anni, non si da' peso
alla cosa. L'otorino mi fa' notare che ho difficolta' a decompensare. Mi consiglia di fare alcuni esercizi per aiutare le tube di eustachio e mi dice di usare per un una decina di giorni uno spray nasale al cortisone (Sintaris). Decido di non fare immersioni per un po’.
Passato un mese o due, vado alcune volte in piscina, tutto ok.
* Aprile 1998
Faccio un'immersione 27-28m tutto ok!
* Maggio-Giugno 1998
* 23-05-98
Immersione 5-6m tutto ok!
* 30-05-98
PROBLEMA!
Immersione: quasi tutta a 20-25m (35-40min.), una puntata di 2-3min. a 33-34m, discesa e risalita controllata lungo la cima, tappa cautelativa di 6-8min. a 5m. Sia il mio computer che quello di Bruno non richiedono decompressione e non segnalano errori di velocità di risalita.
Non ho avuto problemi di compensazione. Forse, per prevenire una introflessione, ho compensato un po' più spesso del necessario e con un po' troppo vigore, ma non ho mai provato ne' dolore ne' fastidio. Risalendo non ho avuto alternobariche e, deglutendo, mi sembra di non aver avuto problemi di svuotamento dell'orecchio medio.
L'unica nota e' che durante la tappa a 5m, un sub mi ha urtato la maschera:
devo svuotarla. Inclino la testa indietro e un po' verso destra. Sento entrare acqua nel condotto uditivo sinistro, ma non ho particolari problemi. Non mi sembra di aver subito il "colpo di ariete". Appena uscito non mi rendo subito conto del problema, il cappuccio, l'acqua da far uscire dal condotto uditivo etc. Poi capisco che qualcosa non va. L'orecchio sinistro e' come "tappato". Sento malissimo a sinistra come se il condotto uditivo fosse ancora pieno d'acqua.
Sento un sibilo, non fortissimo, ma fastidioso. Il mio orientamento e' fortemente penalizzato.
Sono angosciato, ma tutti mi parlano di muco, sciacqui con acqua di mare etc.
* 31-05-98
Forse sto lievemente meglio, mi dico che l'acqua che mi sembra avere nell'orecchio sta uscendo. Sono su un'isola, in una vacanza desiderata da mesi. Riprovo! Decido di partecipare all'immersione del giorno con il patto che, al minimo problema, la avrei interrota.
Scendo, non ho problemi. Stiamo una mezz'ora a 20-25m e poi veniamo su. Sto esattamente come prima dell'immersione. L'effetto benefico non c'è stato, ma non c'è stato neanche un peggioramento. Decido di non partecipare alla terza immersione prevista per il giorno dopo.
* 02-06-98
Prendo appuntamento con l'otorino del centro iperbarico.
* 04-06-98
Forse sto un po' meglio. Vado alla visita: l'esame visivo non rivela nessun problema,
l'impedensometria e' ok, l'esame audiometrico rivela una diminuzione a 6000 e 8000.
A 8000 siamo a 35, contro i 20 di gennaio. La diagnosi e' lieve deep neuro sensoriale.
L'otorino parla di barotrauma, ma si riferisce all'orecchio interno. Sono perplesso.
Gli parlo del fatto che talvolta sento meglio e talvolta peggio. Parlo anche del fatto che mi sembra di avere anche un senso di "indolenzimento o pesantezza" attorno all'ingresso
del condotto uditivo, ma la sua preoccupazione principale e' l'acufene.
Mi prescrive cortisone (Deflam 30mg due al giorno per sei giorni) ed il Prisma due al giorno per dieci giorni. Comincio la cura e mi sembra di migliorare. Il "fischio" non mi pare che diminuisca molto, ma, mediamente, sto meglio. L'orientamento migliora notevolmente e rapidamente, forse anche aiutato dal fatto che ora sono in ambienti noti: casa, ufficio etc.
* 08-06-98
Oggi il senso di "pesantezza" e "l'attufamento" sono più fastidiosi. Strano, ieri credevo di essere guarito. Ne parlo con varie persone, mi prendono un appuntamento con un otorino (non subacqueo).
* 10-06-98
Vado alla visita: (oggi va nettamente meglio!) L'esame visivo, al solito, non rivela nulla di preoccupante. Impedensometria ok, l'esame audiometrico e' tornato a quello di gennaio (a 8000 scende a 20)! L'otorino parla anch'esso di coclea, accenna a probabili problemi micro-embolici e mi conferma la terapia allungandola di qualche giorno.
* 12-06-98
Oggi, "l'attufamento" e' nuovamente presente, il sibilo c'è ancora e non mancano molti giorni alla fine della terapia. I rumori forti mi disturbano. In generale provo sollievo "tappando" per un po' di minuti l'orecchio. Chissà forse il confronto tappo non tappo!

Per concludere direi che sto lentamente migliorando seguendo un andamento oscillante.
Ciò che mi lascia perplesso però, è che gli otorini che mi hanno visitato non hanno mai parlato di "orecchio medio". Ora, forse, avrò anche un "deep neuro sensoriale", ma il problema deve essere comunque partito dall'orecchio medio. Inoltre l'andamento variabile nel tempo dell'"attufamento" e del senso di indolenzimento della zona attorno al condotto uditivo, non mi sembra sia molto in linea con problemi cocleari. La mia paura e' quella di stare trascurando qualche cosa. Le confesso che confido molto in un suo consiglio.

Risposta
Ritengo che si tratti di un semplice barotrauma, e che sia assai poco probabile la natura embolica del disturbo. Indipendentemente dalla durata dell'immersione, sappiamo che si possono formare bolle. Quindi un'esclusione non può essere mai categorica, ma la storia dell'immersione e l'evoluzione clinica sono abbastanza indicative. Anche l'intervallo di insorgenza depone più per un barotrauma, così come il miglioramento in corso.
Il coinvolgimento della coclea e dell'orecchio interno non deve sorprendere: si tratta di due cavità in comunicazione "idraulica" fra di loro, attraverso due membrane ed il sistema ossicolare, che sono in grado di trasmettere "colpi di pressione" alla coclea ed all'orecchio interno in genere.
Di fatto il coinvolgimento cocleo-vestibolare nel barotrauma auricolare è fenomeno noto e ricorrente. Non mi sembra che Lei stia trascurando alcunchè di importante, la terapia che sta seguendo è quella classica per queste circostanze (nè sarebbe diversa in caso di forma embolica). Deve però avere pazienza ed essere forse meno "attento" a piccole oscillazioni del suo stato, anche se mi rendo conto che per Lei può non essere sempre facile. In casi simili è stata anche tentata l'ossigeno-terapia iperbarica con buoni
successi. Come osservazione generale, visto che ha sperimentato alcune difficoltà di
compensazione ed episodi di vertigine alternobarica con una certa frequenza, suggerirei una grande cautela nell'intraprendere immersioni in situazioni di pervietà tubarica dubbia. Mi sembra, peraltro, che Le fosse già stato consigliato un approccio terapeutico preventivo in merito.
Come commento a parte vorrei evidenziare che questo caso è particolarmente interessante in senso generale per il seguente motivo:
anche se è vero che non si devono penalizzare i portatori di handicap, si dovrebbero considerare i rischi dell'immersione rispetto ai suoi benefici. In particolare si dovrebbe tener presente che il barotrauma auricolare è un incidente piuttosto frequente nell'immersione e, specialmente, fra i neofiti e gli allievi in addestramento. Il barotrauma si risolve, normalmente, senza residui importanti, ma a volte può esitare in danni permanenti, che possono includere l'ipoacusia. Considerata l'importanza della funzione uditiva per i non vedenti e la sua funzione di parziale sostituzione della vista, la situazione particolare dovrebbe essere affrontata con la dovuta attenzione.
 

Perforazione timpano

Domanda:
Vorrei esporvi la mia problematica:
- 9 agosto immersione in Liguria
- 10 agosto 01 diagnosticata, presso Ospedale di Lecco Reparto ORL, otite media bilaterale curata con Antibiotico CLAVULIN + DEFLAN 30.
- 21 agosto 01, non verificando miglioramenti mi sono sottoposto a nuova visita presso la stessa struttura, mi viene prescritto nuovo antibiotico CYPROXIN 500 + tampone auricolare (con esito positivo a Pseudomonas Aeruginosa).
Dopo ulteriore visita viene constatata importante perforazione del timpano dell'orecchio sinistro.
Dovendo intraprendere un viaggio entro fine settembre che prevede delle immersioni, vorrei conoscere i tempi e le metodologie necessarie per risolvere il problema.
Sarei disposto a sottopormi ad intervento chirurgico se ciò servisse ad abbreviare i tempi di recupero.

Risposta:
Purtroppo non è facile che una importante perforazione timpanica possa risolversi e guarire perfettamente entro un solo mese. Credo che le immersioni previste durante il suo viaggio non siano, a questo stadio consigliabili.
Anche un eventuale intervento richiede tempi preliminari e la risoluzione di ogni eventuale stato infettivo o infiammatorio. Inoltre il risultato dell'intervento di timpanoplastica, per quanto correttamente eseguito può, secondo la tecnica adottata, non essere compatibile con la prosecuzione dell'attività subacquea.
Il mio suggerimento è, in primis, di osservare la situazione, continuando le opportune cure fino alla cicatrizzazione della lesione ed alla chiusura della perforazione. Solo nel caso che questa non dovesse completarsi sarà da valutare l'ipotesi di un intervento correttivo. Se lo desidera, saremo, in quella circostanza, lieti di indicarle alcuni specialisti competenti in materia subacquea.
 

barotrauma seni paranasali

Domanda:
Mi accade puntualmente dopo ogni risalita di notare nella saliva tracce leggere di sangue, una spuma rosastra, che mi da parecchia preoccupazione, pur non provocandomi nessun dolore o altro problema fisico. La cosa la noto per qualche ora dopo l'immersione e poi tutto torna normale.
Desidererei, se le fosse possibile, avere delle informazioni rassicuranti su quelle che potrebbero essere le cause del mio problema, sul fatto di potere effettuare immersioni in futuro, ed inoltre delle indicazioni relative ad esami o accertamenti da effettuare, e dove effettuarli in presenza di esperti di medicina subaquea.

Risposta:

 

Il problema indicato non sembra di particolare gravità. L'origine è, molto verosimilmente, da ricercarsi in micro-barotraumi a livello dei seni paranasali, che possono scaricare siero e sangue nella cavità orale.

 

Suggeriamo un buon controllo otorino-laringoiatrico.