Vertigine alternobarica

Domanda:

Vi sarei grato se voleste fornirmi informazioni dettagliate riguardo alla vertigine alternobarica accusata da alcuni miei allievi durante la risalita.

 

Risposta:

La vertigine alternobarica è provocata da una differenza di pressione idrostatica fra le due cavità dell'orecchio medio, che provoca uno squilibrio fra gli apparati vestibolari dei due lati.
Gli apparati vestibolari devono operare in equilibrio, pena lo scatenamento di reazioni di allarme che si manifestano con la sensazione di vertigine, a volte anche accompagnata da nausea e vomito.

Una differenza di completezza e/o tempo di compensazione fra le due cavità è generalmente la causa scatenante.

La vertigine alternobarica si può verificare sia in fase di discesa che in fase di risalita, più raramente al fondo a profondità costante.

Di norma, in assenza di complicazioni anatomiche, quali lesioni della finestra rotonda con versamento del liquido della cavità dell'orecchio interno (fistola della perilinfa) o lussazione della staffa (uno degli ossicini dell'orecchio medio) nella finestra ovale, la vertigine alternobarica è un fenomeno transitorio, di breve durata.

Nel caso della VA in discesa, l'interruzione della discesa e la risalita a profondità minori o in superficie, sono la soluzione immediata da adottare.
Nel caso di VA in risalita, generalmente il sintomo scompare entro 10-15 minuti.
Sintomi che perdurano oltre tale limite devono far sospettare lesioni dell'orecchio interno, di carattere barotraumatico, quando non anche di tipo decompressivo.

La prevenzione è essenzialmente la stessa di quella del barotrauma auricolare: attenzione alla tempestività, correttezza e completezza delle manovre di compensazione; non forzare un compensazione che non riesce facilmente; evitare l'immersione in condizioni di infiammazione delle vie aeree superiori; adottare opportuni provvedimenti diagnostici e terapeutici per evidenziare e curare problemi ed affezioni delle prime vie aeree, del naso, dei seni paranasali e delle orecchie, che possano compromettere la normale compensazione in immersione.