Occhi e immersione

Domanda:

Vorrei avere informazioni su problemi al sistema visivo causati da incidenti o patologie legate alle immersioni.

Risposta:
Occhi e immersione - Le domande più frequenti. 
Di K. Butler Jr., Captain, Medical Corps, United States Navy

L'immersione espone l'occhio ad un aumento di pressione. Normalmente questo non comporta problemi, ma l'occhio può essere soggetto a patologia da decompressione e ad altre patologie disbariche.

1. Immersione dopo cheratotomia radiale.
 La cheratotomia radiale (CR) è un intervento chirurgico usato per la cura della miopia, che consiste nel praticare multiple incisioni, orientate radialmente, nella cornea. Queste incisioni provocano un indebolimento della cornea e possono aumentare il rischio di danni a seguito di traumi, incluso il barotrauma della maschera in immersione. Nonostante questo teorico rischio, però, non sono riportati casi di rottura della cornea durante immersioni dopo CR. E' opportuno attendere almeno tre mesi dopo l'intervento prima di riprendere l'attività ed è importante fare attenzione alla compensazione della maschera ed alla prevenzione del colpo di ventosa.

2. Immersione dopo cheratotomia laser. 
Immergersi dopo questo tipo di intervento è sicuro. L'intervento mira a correggere la forma della cornea senza praticare incisioni chirurgiche, che compromettano l'integrità strutturale della cornea e che possano facilitare la rottura corneale in caso di trauma. L'immersione è sicura già da due settimane dopo l'intervento.

3. Quali lenti a contatto usare? 
Sono preferibili le lenti morbide. Quelle rigide, anche se gas-permeabili, possono provocare sintomi dolorosi ed alterazioni visive, sia durante che dopo le immersioni. Questi sintomi sono il risultato della formazione di bolle fra la lente e la cornea.

4. Ci si può immergere dopo intervento chirurgico per cataratta?
 Si. La maggior parte degli interventi viene fatta utilizzando incisioni che garantiscano la massima resistenza corneale post-operatoria. L'intervallo di tempo prima di riprendere l'attività dipende dal tipo di incisione praticata.

5. E' pericoloso immergersi con il glaucoma?
 Il glaucoma è una malattia nella quale l'elevata pressione dell'occhio può essere associata a danno del nervo ottico ed a perdita della vista. La preoccupazione medica è che l'aumento di pressione idrostatica possa aumentare il danno. Nonostante ciò, non sono riportati casi in cui questo sia avvenuto e l'immersione non sembra rappresentare un problema per i portatori di glaucoma. Ciò dipende, verosimilmente, dal fatto che il danno da glaucoma sembra dipendere dalla differenza di pressione fra l'interno e l'esterno dell'occhio, piuttosto che dalla semplice entità della pressione interna. Ci sono alcune importanti considerazioni che i pazienti di glaucoma debbono fare se desiderano immergersi. Alcuni farmaci usati per abbassare la pressione endo-oculare possono avere effetti collaterali negativi in immersione. Il timololo, per esempio, può provocare una caduta della frequenza cardiaca ed esporre il subacqueo al rischio di perdita di coscienza sott'acqua. L'acetazolamide può provocare sensazioni di formicolio delle mani e dei piedi che possono essere confusi con sintomi di patologia da decompressione. Alcuni tipi di interventi chirurgici correttivi del glaucoma creano una comunicazione fra la camera anteriore dell'occhio e lo spazio sub-congiuntivale, allo scopo di scaricare la pressione endo-oculare. In questi casi un barotrauma della maschera può compromettere il funzionamento del filtro e causare la necessità di un nuovo intervento o il peggioramento del danno oculare. 
I pazienti di glaucoma che assumono farmaci o che hanno subito un intervento correttivo, dovrebbero consultarsi con il loro medico, prima di immergersi.

6. Si può avere una forma di Patologia Da Decompressione oculare? 
La PDD oculare non è comune, ma può accadere. I sintomi includono: 
1. Perdita della vista
2. Vista annebbiata
3. Diplopia (vedere doppio)
4. Macchie nere nel campo visivo
5. Dolore oculare
6. Nistagmo 
La presenza di uno qualsiasi di questi sintomi dopo un'immersione deve essere immediatamente valutato da un medico competente, o dal DAN.

7. Altre cause di disturbi visivi dopo l'immersione sono:


  1. Lenti a contatto troppo aderenti: utilizzare gocce oculari lubrificanti.

  2. Lente a contatto spostata.

  3. Irritazione corneale da anti-appannante per la maschera. 

  4. Danno corneale da ultravioletti (scottatura solare della cornea).

  5. Irritazione corneale da bolle gassose fra la cornea e lenti rigide.

  6. Uso del cerotto di scopolamina per la prevenzione del mal di mare.

  7. Malattia Da decompressione

  8. Embolia Gassosa Arteriosa

Se si indossano lenti a contatto al momento dell'insorgenza dei sintomi, bisogna assicurarsi che siano ancora al loro posto, quindi instillare alcune gocce di lubrificante oculare. Se questo basta a far passare il disturbo, non è necessario recarsi dallo specialista, in tutti gli altri casi, si.

8. Una macchia rosso-sangue in un occhio dopo un'immersione. Cosa può essere? 
La causa più comune è un'emorragia sub-congiuntivale. Di solito è provocata da un barotrauma della maschera e non richiede alcun trattamento. Un colpo di ventosa più intenso può provocare danni maggiori. In caso di dolore oculare pronunciato, visione sdoppiata o alterata, o in caso di sintomi insorti dopo interventi di chirurgia oculare, è necessario consultare uno specialista.

9. Alterazioni della vista durante Ossigeno Terapia Iperbarica
L'Ossigeno Terapia Iperbarica può provocare alterazioni reversibili del cristallino. Queste insorgono lentamente, non vengono normalmente notate dai pazienti fino a una-due settimane dopo l'inizio della terapia. Le alterazioni perdurano durante il trattamento e normalmente regrediscono qualche tempo dopo la sua conclusione.

10. Quali alterazioni oculari controindicano l'immersione?

a. Presenza di gas nell'occhio (per esempio dopo chirurgia del vitreo o della retina). Immergersi in queste condizioni può provocare gravi danni, a causa di barotrauma intra-oculare, con rischio di perdita della vista.

b. Protesi oculari cave. Queste protesi non sono compatibili con l'immersione. L'aumentata pressione idrostatica durante l'immersione ne può provocare l'implosione. Molti chirurghi oculari utilizzano protesi di idrossiapatite, un materiale poroso compatibile con l'immersione.
c. Malattie oculari acute. Qualsiasi affezione acuta che provochi dolore oculare, fotosensibilità, sdoppiamento visivo, calo della vista, è una controindicazione all'immersione fino a completa guarigione.
d. Chirurgia oculare recente. Il periodo di convalescenza e di sospensione delle immersioni dipende dal tipo di intervento
.
e. Acuità visiva. Se l'acuità visiva è sufficiente per ottenere una patente di guida, è anche sufficiente per l'immersione ( Nota: con l'eccezione dell'immersione dei non vedenti, secondo le procedure specifiche). 

f. Diminuzione della vista. Se questa è stata causata da precedenti episodi di PDD, non rischiare ulteriormente. 

g. Alcuni tipi di chirurgia per il glaucoma (vedi la domanda n. 5).

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Domanda:

Sono presbite ed ipermetrope, finora ho usato maschere ottiche, ma sono un compromesso in quanto le distanze intermedie sono precluse. Il mio ottico mi ha proposto lentine "usa e getta multifocali. Sono compatibili con l’immersione?

Risposta:
Dal punto di vista della compatibilità con l'immersione, trattandosi di lenti morbide ad elevato contenuto d'acqua, non dovrebbero esserci problemi relativi all'assorbimento di inerte.

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Domanda:
Circa 13 anni fa mi fu diagnosticata una degenerazione retinica a palizzata in entrambi gli occhi fui subito trattato con laser e gli esiti della fotocoagulazione furono molto positivi al punto che ho condotto una vita normale fino ad oggi, senza avere più nessun problema.
 Nel gennaio del '99 per caso, durante un controllo periodico, il mio oculista si accorse che un lembo di retina dell'occhio SX ad ore 7 stava per distaccarsi, immediatamente fui operato e mi fu praticato un "cerchiaggio".
 I medici oculisti che mi hanno seguito dicono (spesso con pareri discordanti e a volte senza esserne del tutto certi...alcuni affermano che modificazioni barometriche rapide ed intense potrebbero causare problemi..) che io posso praticare nuoto e snorkeling tranquillamente ma soltanto in apnea e di evitare di immergermi con autorespiratore. 
Data la mia situazione qual è il suo parere in merito a questo? Correrei dei seri rischi se provassi a fare delle piccole immersioni con autorespiratore?

Risposta:
Il Suo problema, dal punto di vista dell'immersione, deve essere considerato nell'ottica del recente distacco (o minaccia di distacco) retinico, trattato con successo con la terapia ed il cerchiaggio, piuttosto che riguardo al problema più antico, che sembrerebbe ormai passato senza esiti.
Una volta certi (lo deve confermare il Suo Oculista) che ogni eventuale aria / gas possibilmente introdotta nell'occhio in fase di intervento sia scomparsa ed in presenza di un risultato di guarigione clinica, senza complicazioni o alterazioni rilevanti, l'immersione ricreativa non è, generalmente, controindicata. 
Le sollecitazioni pressorie in immersione possono essere quantitativamente rilevanti, in termini di differenziale assoluto, ma non sono, normalmente, improvvise e rapide. Inoltre, tutto il corpo è soggetto alla stessa sollecitazione, dall'esterno, come dall'interno. Tranne situazioni particolari (quale il colpo di ventosa della maschera) non si crea un "delta" di pressione trans-oculare o trans-retinica. Inoltre, al contrario di quanto si possa pensare, l'immersione in apnea, e non quella con autorespiratore, comporta un potenziale rischio di escursioni pressorie più repentine e più difficilmente controllabili, sia a livello generale che locale, con maggior possibilità di creazione di "delta" pressori in alcuni distretti (orecchio, polmone ed anche volto / occhi.) 
Se il Suo oculista è tranquillo in merito all'esito dell'intervento ed alla stabilità del risultato clinico acquisito, per quanto sia logicamente prudente astenersi da attività ad elevato livello di sollecitazione dinamico-gravitaria, la normale immersione ricreativa non dovrebbe esserLe controindicata.

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Domanda:

Sono un provetto sub, devo operarmi agli occhi per eliminare la miopia e l'astigmatismo mediante interventi noti come "Lasice Prk" Un mio amico mi ha detto che con uno di essi esiste un'incompatibilità con le immersioni. Il mio oculista i rassicura sul fatto che posso continuare la mia passione. Qual è la verità a tal proposito?

Risposta:

La correzione di difetti visivi ed, in particolare della miopia, può essere fatta sia chirugicamente, mediante cheratotomia radiale, o con tecnologia laser con varie metodologie. 
Nel primo caso si può parlare di "incisioni" chirurgiche della cornea. 
Nel caso del laser, non vengono fatte incisioni, nè altre operazioni che ledono la continuità della cornea. 
La procedura chiamata Lasik (Laser In-situ Keratomileusis) è, attualmente, una delle procedure più comuni per correggere certi difetti visivi. 
Non esistono ancora studi specifici correlati all’attività subacquea, né informazioni scientificamente certe sui tempi di attesa prima di riprendere l’immersione. 
Le preoccupazioni principali riguardano i possibili danni da colpo di ventosa della maschera, a causa della pressione negativa che può esercitare sull’occhio. 
La lesione tessutale provocata da questo tipo di chirurgia è minore di quella di altre procedure chirurgiche; dopo chirurgia Lasik, nella maggioranza dei casi l’immersione si può riprendere dopo un paio di settimane. Considerando, però, la mancanza di dati specifici riguardo all’immersione, sarebbe consigliabile adottare un atteggiamento prudente ed attendere almeno un mese prima di sottoporre l’occhio al rischio potenziale di un barotrauma della maschera. 
In conclusione:
La correzione di difetti corneali con la laser chirurgia non presenta, normalmente, controindicazioni alla prosecuzione dell'attività subacquea, una volta trascorso il normale periodo di convalescenza ed ottenuta la guarigione delle "ferite" chirurgiche. 
In linea generale, non viene reputato necessario un periodo più lungo di due-quattro settimane dopo un intervento con tecnica laser, mentre viene suggerito un intervallo minimo di un trimestre dopo una cheratotomia radiale chirurgica.

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Domanda:

Ho 35 anni mi è stata diagnosticata una "corioretinite sierosa centrale occhio sinistro", confermata da un secondo 
specialista. Dopo terapia farmacologica (cortisone) durata 20 gg, senza significativi miglioramenti, sono stato sottoposto a trattamento laser; dopo circa 25 gg sono stato dichiarato guarito. Prima di accorgermi del problema avevo effettuato le seguenti immersioni: 02.10.98 18 mt. 60 min; 29.08.98 38 mt.
40 min; 28.08.98 38 mt. 40 min e precedenti. Durante tutto il periodo mi è stato consigliato di astenermi dalle immersioni; quindi ho ripreso e da dicembre 98 al 1° maggio 99 ho effettuato 7 immersioni, tutte multilivello entro curva (utilizzo computer mares guardian), una delle quali profonda (35 mt.-36 min.), e l'ultima - 1° maggio - 15 mt. e 70 min. Dopo circa 6 gg. da quest'ultima uscita ho notato ripresentarsi il problema all'occhio e la f.a.g. ha evidenziato la recidiva della patologia, pressochè adiacente alla precedente lesione.
 Il mio lavoro è certamente stressante, sono un Ispettore della Polizia di Stato, ed in entrambi i casi, nel periodo precedente il manifestarsi della malattia, sono stato sottoposto a forte tensione. 
A Lei chiedo: C'è una relazione tra la lesione della retina e la subacquea? Meglio: Le immersioni possono essere causa della "corioretinite"? Dovrò abbandonare le immersioni?

Risposta:
La patologia di cui Lei soffre comporta un certo grado di disfunzione vascolare a livello della retina.
In questi casi, la possibilità che si formino bolle nella circolazione venosa retinica e la reazione vascolare all'aumentata pressione parziale di ossigeno, durante l'immersione con autorespiratore, potrebbero entrambi
rappresentare fattori di rischio e di potenziale insorgenza o aggravamento di un danno retinico ipossico. A parte questa possibilità, non ritengo che il suo problema sia stato, all'origine, in qualche modo collegabile alle immersioni che Lei riporta. Per quanto riguarda la ricaduta sintomatologica recente, il collegamento con l'immersione non si può, purtroppo, escludere, per i motivi sopra indicati, anche se l'intervallo fra l'ultima immersione e la ricomparsa dei sintomi è piuttosto lungo. Quanto Lei dica a proposito della Sua attività professionale e dello stress che genera, deve essere tenuto in debita considerazione, ma il rischio subacqueo non può essere ignorato.

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Domanda:

Salve, sono iscritto al Dan da due anni. Sono Divemaster PADI e adoro fare immersioni, quello che volevo sapere da voi è questo: ho subito un intervento agli occhi a causa di una forte miopia, e a causa di un keratocono ad entrambi gli occhi non ho potuto fare il laser. Mi hanno impiantato due lenti correttive all'interno degli occhi, non al posto del cristallino ma tra cristallino e occhio esterno, scusate se non mi ricordo il nome specifico dell'intervento. Mi hanno dato 4 punti in ogni occhio e tra circa 20 giorni dovrebbero toglierli. Ho chiesto allo specialista che mi ha operato i tempi di recupero per potermi immergere nuovamente, ma molto onestamente mi ha risposto che non era informato a riguardo. Ora chiedo a voi se sapete dirmi qualche cosa di più.

Risposta:
Interventi che comportano la incisione chirurgica della cornea richiedono, in assenza di complicazioni, un periodo di attesa di almeno tre mesi, prima di poter ritenere la cornea guarita completamente e restituita alla sua normale robustezza, Il problema è il rischio potenziale di danni causati da eventuali depressione nella maschera (colpo di ventosa), che potrebbero provocare un trauma su di una cornea ancora non perfettamente consolidata dopo l'intervento.
 Le protesi di lenti (sostitutive o correttive) impiantate non creano generalmente problemi.

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Domanda:

Mi chiedo se elasticità del bulbo oculare, sollecitata dalla pressione idrostatica, possa essere influenzata dalla presenza di queste protesi o se comunque vi siano controindicazioni.

Risposta:

I moderni interventi di sostituzione di cataratta con protesi non sono, in letteratura, considerati una controindicazione, né per questioni di pressione, né per questioni di maggior facilità di produzione locale di bolle.