Antidepressivi

Domanda:
Ho uno studente che assume un farmaco chiamato Edronax.
Il suo medico curante ha assicurato che l'assunzione di tale farmaco (una cps al dì), non impedisce la normale attività subacquea né, tantomeno, il prosequio del corso open water.
Potrei saperne di più?

Risposta:
Si tratta di un farmaco neurologico antidepressivo con possibilità di effetti collaterali ed interazioni negative con altri farmaci sia psicotropi che di altra natura. La farmacocinetica del principio attivo (reboxetina) non è molto conosciuta e si pensa non abbia interazioni negative con l'alcool ed alcuni farmaci sedativi, ma la conoscenza è scarsa. Il farmaco è indicato per trattamento acuto della depressione / depressione maggiore e per il successivo mantenimento in caso di risposta positiva.
Normalmente l'uso farmaci di questo tipo è riservato a condizioni cliniche che dovrebbero essere tenute sotto assiduo controllo medico specialistico e che potrebbero rappresentare una controindicazione, per lo meno relativa e temporanea, all'immersione.
Inoltre, è possibile - e deve essere considerata - una interazione negativa con l'aumentata pressione parziale di gas inerte ed una facilitazione della narcosi da azoto.
Ogni altro giudizio può essere espresso solo conoscendo il quadro clinico specifico in cui il farmaco viene usato, ma lo specialista che ha in cura il paziente dovrebbe dare attenzione anche alle possibili interazioni fra condizione neuro-psicologica ed ambiente subacqueo ed iperbarico (possibilità di panico, perdita di controllo e lucidità di giudizio, ecc.) e non solo a quelle eventualmente determinate dal farmaco.
L'assunzione di questi sostanze durante le attività subacquee deve essere sempre fatta con grande cautela. Se usati durante un periodo di immersioni, in generale si consiglia di assumere i farmaci la sera, in modo da allontanare l'immersione dal momento di massima concentrazione ematica del farmaco.

 

Domanda:
Vorrei avere informazioni in merito a un mio paziente, trattato farmacologicamente per una Sindrome Bipolare.
Il paziente praticava la subacquea professionalmente come istruttore, anche a livelli molto avanzati (era infatti titolare di brevetti tecnici del tipo Deep Air). A seguito della scoperta della HIV sieropositività e della conseguente insorgenza di una sindrome depressiva, ha interrotto questa attività. Dopo un anno di terapia con Litio, Anafranil (clomipramina) e Depakin (valproato) avrebbe interesse a ripraticare la subacquea, almeno saltuariamente.
Non so però quali potrebbero essere gli effetti dei farmaci (psicofarmaci sopra menzionati e farmaci per la sieropositività) che sta assumendo in ambienti iperbarici, specialmente per esposizioni programmabili fino a 20 minuti a 7 bar, respirando aria, ovvero per quelle immersioni che lui chiama " tecniche".
Non azzardandosi il paziente in prima persona a rivolgersi a Lei, le pongo questi quesiti, considerando che non si conoscono in modo diffuso studi iperbarici su questi farmaci o su quelli dei soggetti HIV sieropositivi.

Risposta:
I farmaci per la cura della sieropositività non hanno interazioni particolari con l'immersione, a meno che non provochino effetti collaterali che compromettano lo stato generale ed il normale benessere del paziente.
Diverso è il caso sia per gli psicofarmaci che per la condizione che trattano. Entrambi hanno potenziali controindicazioni con l'immersione, specie se profonda e con uso di aria compressa. Per quanto riguarda Clomipramina e Valproato, anche se in forma minore rispetto a farmaci con più spiccati effetti sedativi, le azioni psicotrope possono essere sinergiche con gli effetti sedativi / narcotici dell'azoto respirato in ambiente iperbarico, così come può avvenire per l'alcool, o altri depressori del SNC.
Per il litio a dosaggi terapeutici gli effetti sedativi e depressori del SNC non sono significativi, ma deve essere considerato che sono stati osservati casi di convulsioni a dosaggi terapeutici, questo impone una certa cautela in presenza di elevate pressioni parziali di ossigeno, come si possono avere nell'immersione in nitrox o aria profonda. La pratica dell'immersione, inoltre, può presentare stress emotivi importanti, che potrebbero generare situazioni difficilmente controllabili, in caso di ansietà acuta o panico. Tutto questo a maggior ragione se l'immersione viene considerata come attività saltuaria.
Suggerirei di tralasciare l'immersione cosiddetta "tecnica" e quella profonda in aria compressa, limitandosi ad immersioni ricreative leggere, in condizioni ottimali meteomarine, alla profondità massima di 30 metri ed entro i limiti di non decompressione, almeno fino a soddisfacente stabilizzazione emotiva e certezza di poter affrontare gli stimoli dell'immersione in sicurezza. Rimanderei immersioni più profonde ed impegnative ad un periodo successivo, quando questa "prova" iniziale abbia dato risultati soddisfacenti e del tutto tranquillizzanti e solo con garanzia di una sufficiente assiduità di esposizione; non c'è nulla di peggio, ai fini della sicurezza, di un'attività subacquea saltuaria, già per attività e soggetti normali e, a maggior ragione, per attività estreme e soggetti scarsamente allenati e potenzialmente psicolabili. Inoltre, nel caso si voglia procedere verso la ripresa di immersioni nitrox, aria profonda o tecniche, sarebbe opportuno riconsiderare il ruolo del litio nel programma terapeutico, vista la potenziale facilitazione di episodi convulsivi, possibilmente facilitata dall'elevata pressione parziale di ossigeno.
Per quanto riguarda la temporizzazione dell'assunzione dei farmaci psicotropi, suggerirei di evitare che l'immersione avvenga nel periodo di massima azione dei farmaci, in base alle conoscenze di farmacodinamica disponibili. In pratica sarebbe prudente evitare di immergersi durante le prime 6-7 ore (possibilmente anche di più nel caso di utilizzo di Depakin Crono?) dall'assunzione dei farmaci e temporizzare assunzione del farmaco ed immersioni di conseguenza. Per esempio: farmaco alle 08:00, immersione alle 15:30, farmaco alla sera, oppure: farmaco alla sera, immersione alle 09:00, farmaco alle 13:00, o schemi equivalenti.

 

 

Domanda:
Vorrei informazioni sulla compatibilità dell'assunzione di alcuni medicinali con l'attività subacquea ricreativa; i medicinali in questione sono: SEROPRAM, SEROXAT, PARLODEL.
Non conosco il tipo di concentrazione (se ce ne sono di diverse disponibili), né la posologia.

Risposta:
PARLODEL: trattasi di farmaco piuttosto specifico, usato in neurologia per il morbo di Parkinson ed in endocrinologia per situazioni complesse sia nel maschio che nella femmina. In entrambi i casi questo farmaco deve essere usato sotto stretto controllo medico ed è piuttosto strano che la situazione generale del paziente, durante il trattamento, possa essere, di per sè, compatibile con l'immersione. Per quanto riguarda le interazioni negative, sono conosciute quelle con alcool e farmaci psicotropi, pertanto è possibile una interazione negativa con l'aumentata pressione parziale di gas inerte. Ogni altro giudizio può essere espresso solo conoscendo il quadro clinico specifico in cui il farmaco viene usato.

SEROPRAM e SEROXAT: trattasi di farmaci neurologici antidepressivi che presentano notevoli possibilità e frequenza di effetti collaterali ed interazioni negative con alcool, altri farmaci psicotropi e di altra natura.
Normalmente l'uso di questi farmaci è riservato a condizioni cliniche che dovrebbero essere mantenute sotto assiduo controllo medico e che, a norma, dovrebbero essere considerate una controindicazione, per lo meno relativa e temporanea, all'immersione. Come per il farmaco precedente, pertanto, è possibile una interazione negativa con l'aumentata pressione parziale di gas inerte. Ogni altro giudizio può essere espresso solo conoscendo il quadro clinico specifico in cui il farmaco viene usato.

 

Domanda:
Ho letto recentemente un articolo pubblicato sulla vostra rivista riguardo ai problemi derivanti dall'immersione fatta da chi usa farmaci anti depressivi. Una mia allieva utilizza questo tipo di farmaci, in particolari triciclici e sostanze che agiscono sul reuptake della serotonina.
E' possibile avere maggiori informazioni su questo argomento?
In pratica: posso portare sott'acqua questa persona?

Risposta:

 

Non posso che confermare quanto scritto sull'ultimo numero della nostra rivista. I farmaci indicati possono avere effetti psicotropi e di sedazione che possono, a loro volta, agire sinergicamente con la respirazione dei gas inerti in immersione, in particolare l'azoto, aumentandone gli effetti narcotici.

 

L'assunzione di questi farmaci durante le attività subacquee deve essere fatta con grande cautela. In generale si consiglia di assumere i farmaci la sera, in modo da allontanare l'immersione dal momento di massima concentrazione ematica del farmaco.

 

Conoscere il nome dei farmaci assunti dalla sua allieva potrà aiutare a dare informazioni più complete, ove fossero disponibili o diverse.